23/06/2012: Fiaccolata 2012

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Eccomi qua di ritorno dalla mia seconda avventura a Solferino per la Fiaccolata della Croce Rossa, esperienza molto emozionante che ogni volontario secondo me dovrebbe provare. Ma partiamo con ordine.

Sabato mattina io, Daniele, anche lui alla seconda avventura e Luca, ormai veterano del gruppo siamo partiti alla volta di Solferino con l’idea che quest’anno ci fosse gran poca folla e che mancasse gran parte dell’organizzazione in quanto molti dei mezzi e delle tende sono impegnate nelle emergenze in atto sul nostro territorio. Siamo quindi partiti armati di materassini gonfiabili e tenda da campeggio. Arrivati al campo, le nostre sensazioni e aspettative durante il viaggio si sono avverate, infatti non c’erano i numeri delle scorse edizioni il campo risultava ridimenzionato e per lo più realizzato con tende da campeggio civili di moltissime dimensioni. Abbiamo quindi fatto le registrazioni al campo e poi i due baldi giovani si sono dati alla costruzione del nostro alloggio; io mi sono data al gonfiaggio dei materassini. Appena tirata fuori la tenda dalla custodia, il vento ha pensato bene di “aiutarci” con il montaggio del tutto e stava già iniziando a  smantellare le tende già montate degli altri. Il cielo si è fatto abbastanza cupo facendo intravedere temporali in lontananza. Sperando che il diluvio non ci travolgesse abbiamo pranzato, preparato i panini per la fiaccolata, ritirato le fiaccole e fatto un giro al campo con le consuete compere di gadget. Iniziamo quindi a vagare alla ricerca di una navetta per andare a Solferino, luogo dove la fiaccolata parte per poi arrivare a Castiglione delle Stiviere.

Le voci non erano concordanti e non si sapeva bene l’orario in cui dovevano partire, ma ad un certo punto con sguardo felino, io mostro a Luca un pulmino della CRI di Padova con tre posti liberi e lui con i gesti da lontano chiede ad uno degli occupanti se potevano darci un passaggio; in men che non si dica, con Daniele allibito che non si era reso conto di quel che era successo e come avevamo fatto, eravamo sopra il pulmino in direzione Solferino.

Solferino il giorno della Fiaccolata ha un sapore tutto diverso, è letteralmente invaso dalla Croce Rossa, dai suoi colori, dalle varie lingue delle diverse Delegazioni, dai molti Volontari, dai cittadini che partecipano alla grande festa, dall’allegria dei giovani e dai loro cori allegri. Pensate ad un piccolo paesino arroccato in cima ad una collina sperduta tra i campi di granturco invaso da un sacco di volontari da tutto il mondo. Visitiamo quindi l’Ossario e il Memoriale, intanto salutiamo molti Volontari tedeschi, alcuni coreani, altri bielorussi e non solo e iniziano ad arrivare pullman pieni di Volontari che non erano venuti al campo ma soltanto alla fiaccolata.

Eccoci quindi, poco prima delle 20,00 orario della partenza, in piazza a Solferino in mezzo ad un sacco di gente da molte nazioni (che all’inizio non pensavamo ci fossero) tutta riunita in vista delle partenza. Questo è il momento più bello di tutta la Fiaccolata: moltissime persone riunite insieme con un unico ideale, con la volontà di ripercorrere i passi di coloro che 152 anni fa crearono le basi della più grande associazione di volontariato di tutto il mondo. Ecco quindi Rocca che ricorda i Volontari Cri presenti nei campi dei terremotati dell’Emilia e i volontari presenti in paesi che stanno attraversando momenti difficili come la Siria o il Libano.

Si parte: Iniziano a scorrere la bandiera e i sette principi UMANITY, IMPARTIALITY, NEUTRALITY, INDEPENDENCE, VOLUNTARY SERVICE, UNITY e UNIVERSALITY e poi, come un fiume le fiaccole si accendono e si iniziano a muovere ordinate e compatte lungo la piazza e per le vie di Solferino pronti a realizzare quel serpentone festoso colorato e allegro che si snoda da Solferino per nove chilometri fino a Castiglione.

Lungo il percorso è un susseguirsi di emozioni: si incontrano dei simpatici vecchini che salutano e ringraziano come se li stessi aiutando, rappresentazioni simpatiche di volontari CRI (tipo statue del presepe), bambini che sorridono e sventolano bandiere della Croce Rossa oppure tengono orgogliosi la fiaccola, case addobbate a festa con ghirlande o bandiere che ricordano la CRI, persone che ti salutano o ti urlano “bravi ” mentre passi, Volontari fermi su un lato che incitano altri che invece stanno facendo attivamente la fiaccolata.

Come se non bastasse poi durante il cammino, ci sono gruppi che cantano canzoni tra le più disparate da quelle di CRI a quelle popolari a quelle studiate apposta per l’occasione, ci sono Volontari che fanno i clown e corrono tra i vari gruppi, ci sono balletti o ole arrangiate. Eccoci quindi tra una ola e un canto a Castiglione, dove si spenge la fiaccola e si assiste alla cerimonia dell’alza bandiera con le note dell’Inno della CRI in mezzo ai sui sette Principi.

Arriviamo quindi al campo, con varie peripezie, e la mattina seguente partiamo alla volta del Museo CRI per poi tornare nuovamente a Quarrata. Vorrei quindi ringraziare il nostro Comitato che ci ha permesso di partecipare e i miei compagni di viaggio che hanno condiviso con me questa avventura e con i quali ho trascorso due belle giornate.

Sono tornata a casa con lo zaino pieno di forti emozioni: i ragazzi di Carpi che hanno cantato tutta la fiaccolata, la sensazione di essere la goccia in un fiume, i Volontari coreani spaesati ed emozionati mentre non sanno cosa fotografare, Pilotino un clown che ha animato i bambini lungo il percorso, il fiume di fiaccole rosse che si snoda tra i campi di granturco, i ragazzi libanesi che hanno comunque voluto partecipare, le tende variopinte del campo e cosa forse più importante di far parte di una grande famiglia, unita da una splendida idea…grazie Henry…

 

Luisella Drovandi.